Carecose è un progetto che parte da un augurio: “Che tu possa dedicare tempo alle cose a te care, che tu possa ricevere dalla vita, tante care cose”. Nasce dal desiderio di creare spazi, fisici e relazionali, in cui poterci sentire libere di rallentare, ascoltarci, sentirci a casa, evolvere e sviluppare consapevolezza, attraverso pratiche di cura e presenza, per il corpo, per la mente.
Il progetto si sviluppa attraverso cicli di incontri, pratiche corporee, momenti di consapevolezza, condivisione, e collaborazioni con artisti, artigiani e professionisti della cura. Ogni proposta è pensata per piccoli gruppi, con attenzione profonda alla qualità dell’esperienza, al tempo e alla relazione.
Carecose vuole essere un contenitore culturale e umano, in grado di creare valore sia a livello personale che comunitario. Un luogo di sperimentazione, benessere, crescita e connessione tra persone, che possa vivere in contesti urbani e naturali. L’obiettivo è costruire un progetto sostenibile e replicabile, capace di dialogare con temi oggi centrali: salute integrata, prevenzione, benessere psicofisico, comunità, cultura della lentezza e valorizzazione del territorio.
Qui non si misura la performance e non si cerca il risultato: ogni pratica è un’occasione per accogliere ciò che emerge, con cura. Il corpo, il respiro, la mente, la relazione, diventano strumenti per ascoltare, comprendere ed evolvere, un passo alla volta. Io accompagno ogni esperienza con presenza, non per correggere o guidare verso un risultato, ma per sostenere e creare le condizioni affinché ciascuno incontri la propria forma e la propria esperienza.
Carecose è uno spazio aperto e protetto, per praticare, condividere, sperimentare, ascoltare e essere ascoltati, senza giudizio. È yoga, pratiche di gruppo, percorsi personalizzati, ritiri, incontri, rituali, arte e molto altro. Qui l’imperfezione diventa forza e guida nel viaggio di cura e presenza.
Per sentirci bene nel corpo, nella mente
Carecose è un progetto di Fulvia Bernacca
Sono Fulvia, artista visiva, fotografa e facilitatrice yoga.
Vivo in movimento, sempre sospesa tra aria, terra e acqua. Mi piacciono gli esseri umani, le loro storie e i luoghi che attraversano. Ho bisogno di ricordare, di osservare, di trasformare l’esperienza in memoria condivisa. Per questo molti dei miei progetti, artistici e corporei, parlano di famiglia, radici, rituali e appartenenza. Mi sono formata tra Roma, Favignana e Palermo. Attraverso il movimento sono arrivata allo yoga come pratica di ascolto e di sospensione. Lavoro con pratiche dinamiche e lente, sul tappetino e in amaca, per esplorare leggerezza, fiducia e presenza.
Credo nel potere del corpo come luogo di conoscenza, nel respiro come strumento di presenza, nel rituale come gesto semplice e necessario. Con il progetto Carecose, accompagno pratiche di cura e presenza che intrecciano movimento, silenzio, condivisione e poesia. Viaggio molto, anche restando ferma. Rido spesso. Amo sperimentare e cercare nuovi modi di raccontare e abitare il mondo. Porto nello yoga la sensibilità dell’artista e nell’arte l’ascolto profondo della pratica, con l’intenzione di creare spazi sicuri, autentici e umani, dove tornare a casa dentro di sé.
Sono nata a Roma ma da qualche anno ho scelto Palermo per mettere radici. Favignana è la mia isola del cuore, è stato il mio primo contatto con la Sicilia, a soli sedici anni e nel tempo è diventata casa, un luogo magico, in cui ho intessuto legami profondi, a cui tornare, sempre, con amore.


